Go to: Content area More information Main navigation Overview Metanavigation Footer
Abitare e lavorare a Pompeji antica: La Casa dei Postumii e la sua insula
La Casa dei Postumii (VIII 4, 4.49) e le costruzioni circostanti si trovano al centro di Pompei tra le Terme Stabiane ed il Foro Triangolare. A nord il complesso edilizio confina con la Via dell'Abbondanza, che in quanto Decumanus maximus era tra le vie più vivaci della città.
Con l'eruzione del Vesuvio il 24 agosto del 79 d.C. la storia della piccola città ellenico-romana di Pompei situata sul Golfo di Napoli, che vantava quasi settecento anni di vita, ebbe una fine improvvisa. Nell'aspetto e nell'architettura della città si rispecchiano i turbolenti sviluppi storici vissuti da Pompei sotto il dominio degli Etruschi, dei Sanniti e dei Romani. Nell'anno 62 d.C. la città venne scossa da un forte terremoto che rese necessari numerosi interventi di ricostruzione e di riparazione. In particolare per quest'ultima fase, prima che venisse ricoperta dalle ceneri, la vita nella città di Pompei è ricostruibile fin nei minimi particolari. Al fine di sfruttare questo particolare potenziale di Pompei, le nostre ricerche iniziano con lo studio delle condizioni della città poco prima della sua distruzione.
Il progetto si propone innanzitutto di tracciare un quadro il più completo possibile dello sviluppo della configurazione e della funzione di un complesso architettonico intraurbano. La Casa dei Postumii e le costruzioni adiacenti che si estendono verso ovest e sud si prestano, per vari motivi, per tale scopo: la struttura è composta da una grande casa con atrio e peristilio, situata all'interno del complesso, nonché da numerose tabernae (unità commerciali e abitative polifunzionali) e da almeno due appartamenti separati in affitto al piano superiore. Perciò la coesistenza di unità abitative di grandi e piccole dimensioni, caratteristica di tali complessi di edifici (insulae), non solleva solamente quesiti legati alla storia dell'architettura, ma promette anche una visione dei rapporti sociali ed economici e delle interazioni dei suoi abitanti. Gli studi sull'impianto effettuati in funzione delle attuali tematiche storiche, si basano su un'ampia documentazione, realizzata parallelamente, del monumento minacciato dal degrado.
Dall'inizio degli scavi nell'anno 1748, due terzi dell'antica città di Pompei sono stati riportati alla luce. I lavori, eseguiti spesso sotto grande pressione in termini di tempo, si fermavano di solito ai livelli di accesso utilizzati al momento della copertura di cenere. A tutt'oggi si sa ancora molto poco delle fasi più antiche della storia della città, della costruzione di singoli edifici e delle loro modalità d'uso, mutate nel corso di generazioni. Questo vale anche per il complesso edilizio della Casa dei Postumii, che dopo esser stata portata alla luce nel 1861 divenne frequentatissima meta turistica, per poi essere ben presto dimenticata dagli ambienti scientifici e dall'opinione pubblica a causa dell'incalzante decadimento delle sue decorazioni murarie. Alle relazioni preliminari sugli scavi del XIX secolo già pubblicate non sono quindi seguite ulteriori documentazioni, né sono state effettuate ricerche sulla storia edilizia.
In sei campagne di varie settimane e tre studi a posteriori, sono stati realizzati tra il 1997 e il 2002 relievi resistenti ai fattori di distorsione su scala 1:50, nonché un libro di dati planimetrici basato su una banca dati. Le decorazioni murarie ancora intatte sono state documentate ed esaminate in un'ottica di restauro. Grazie al sostegno finanziario da parte di Studiosus Reisen (Monaco di Baviera) è stato possibile conservare i dipinti decorativi di una stanza. Numerosi tagli nel suolo dell'area degli scavi hanno contribuito a far luce sulle origini dell'insediamento e sui mutamenti dovuti all'usura. Parallelamente venivano effettuati studi specializzati nei settori ambientale e geoarcheologico. Inoltre si sono potute ottenere informazioni sul contesto urbanistico del complesso edilizio esaminato con l'aiuto di prospezioni geofisiche nella zona delle Terme Stabiane. Oltre ai lavori svolti sul luogo, è stata esaminata la documentazione conservata nell'archivio del Museo Nazionale di Napoli. Sulla base di tali dati si è potuta individuare e identificare nei magazzini del museo una parte dei reperti rinvenuti nel dissotterramento del complesso edilizio nell'anno 1861.
Terminati i lavori sul sito, si stanno attualmente valutando i dati raccolti mediante gli scavi nonché gli oggetti rinvenuti. A tale scopo è stata progettata una complessa banca dati che permette un accesso rapido alle perizie e ai reperti rilevanti durante la valutazione dei dati, e offre la possibilità di realizzare una pubblicazione dei dati interconnessi del libro planimetrico, del catalogo delle perizie e dei reperti. Allo stesso tempo, vari specialisti di diverse discipline stanno collaborando a ricerche sugli aspetti ambientali, zoo-archeologici ed epigrafici del progetto. In collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei è stata presa in considerazione la possibilità di costruire un tetto protettivo permanente e di una musealizzazione dell'area esaminata.
Oltre ai metodi di ricognizioni sul luogo ed i rilievi architettonici (misurazione manuale, fotogrammetria), sono stati utilizzati i procedimenti della prospezione geofisica (in particolare il radar e la geoelettrica), dell'archeologia geologica e ambientale nonché del restauro.
Dai rilevamenti finora effettuati si evincono nella costruzione della Casa dei Postumii e della sua insula le seguenti fasi principali: su strutture massicce risalenti al VI-V secolo a.C. venne eretto, nel III secolo o nel primo II secolo a.C., un edificio con peristilio. Nel tardo II o I secolo a.C. seguì una semplice casa con cortile, orientata già verso la via dell'Abbondanza. Solo nella prima età imperiale fu costruita la Casa dei Postumii, una casa dotata di atrio, con un semplice giardino che si estendeva verso sud. In seguito al terremoto del 62 d.C. la casa fu ampliata verso ovest e verso sud e ricevette anche un proprio peristilio, fiancheggiato a ovest da una serie di botteghe. La forte impronta economica data a questo piano edilizio si nota soprattutto nell'inglobamento di un'area produttiva accessibile dal peristilio. Abitare e lavorare formano una perfetta sintesi, esistente in forma simile già nella casa con atrio della prima età imperiale. Nella parte meridionale della zona esaminata sono state rinvenute, oltre a stratigrafie geoarcheologiche risalenti fino al Pleistocene, un livello di utilizzo del VII secolo a.C., uno tra i più antichi rinvenimenti stratificabili di insediamenti all'interno dell'area urbana. Al più tardi dalla prima età imperiale, i terreni a sud della Casa dei Postumii erano edificati con complessi di tabernae e un condominio a più piani (VIII 4, 37) il cui piano sotterraneo veniva utilizzato anche per scopi commerciali. Il grande richiamo economico esercitato da quella zona era evidentemente dovuto al grande canale che costeggia la parte est della Casa dei Postumii e che veniva utilizzato per smaltire le acque reflue. Si presuppone che per la sua costruzione si fosse utilizzato un fosso preesistente il cui proseguimento verso nord è stato provato mediante prospezioni geofisiche nelle Terme Stabiane. Congiuntamente ai resti edilizi del VI o V secolo a.C. citati sopra, questo fosso potrebbe aver fatto parte di una fortezza dell'antico centro dell'insediamento di Pompei.
Soprintendenza Archeologica di Pompei
Kommission zur Erforschung des antiken Städtewesens an der Bayerischen Akademie der Wissenschaften (Commissione per lo studio dell'urbanistica antica dell'Accademia delle Scienze di Baviera)
The University Museum of Natural History Oxford
Università di Heidelberg
Università di Lipsia
EASTERN ATLAS Geophysikalische Prospektion Meyer + Ullrich GbR
ZODIAC. Economic 3D-Models. zodiac@barlieb.com
Dott. Jens-Arne Dickmann, Istituto di Archeologia Classica dell'Università di Heidelberg, Marstallhof 4, 69117 Heidelberg, Germania; Jens-Arne.Dickmann@urz.uni-heidelberg.de
Dott. Felix Pirson, Istituto di Archeologia Classica e Museo dell'Antichità dell'Università di Lipsia, Ritterstr. 14, 04109 Lipsia, Germania; fpirson@rz.uni-leipzig.de Foerderung: Bayerische Akademie der Wissenschaften, Kommission zur Erforschung des antiken Städtewesens
Fondazione Gerda Henkel (Düsseldorf)
Studiosus-Reisen (Monaco di Baviera)
J.-A. Dickmann - F. Pirson, Abitare e lavorare nell'antica Pompei. L'indagine nella Casa dei Postumii tra archeologia e tutela, in : F. Senatore (ed.), Pompei tra Sorrento e Sarno, 2001, pp. 63-85. Relazioni preliminari sul progetto vengono pubblicate nei Comunicati dell'Istituto Archeologico Germanico, Sezione di Roma (Abteilung)
The German Archaeological Institute (DAI) is a »scientific corporation« of the Federal Institution under the auspices of the Foreign Office. The staff of the Institute carries out research in the area of archaeology and in related fields and maintains relations with international scholars.
Furthermore, it organizes congresses, colloquia and tours, and informs the public through the media about its work.