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Roma, Colosseo

Roma - Colosseo, studio dell'arena e del piano sotterraneo

Documentazione e analisi del podio e del piano sotterraneo nel più grande e complesso anfiteatro dell'antichità

Posizione

Posizione

Italy
41° 53' 24.864" N, 12° 29' 32.928" E

L'Amphitheatrum Novum, come veniva denominato ufficialmente, si trova nella III regione augustea (Iside e Serapide) tra i colli del Palatino, Esquilino e del Celio. A partire dal XI secolo per tale struttura entra in uso il termine "Colosseo". Erroneamente nella letteratura viene anche chiamato Amphitheatrum Flavium.

Cronologia

© DAIDopo l'incendio della città nel 64 d.C., l'Imperatore Nerone (54-68 a.C.) trasformò la zona nella quale si trova il Colosseo nel suo parco privato, la cosiddetta Domus Aurea. Sotto l'imperatore Vespasiano (69-79 d .C.) tale zona venne restituita alla collettività e vi vennero costruiti edifici pubblici. L'anno di inizio della costruzione dell'intero impianto, che oltre all'anfiteatro comprendeva tre scuole per gladiatori nonché numerosi magazzini per armi e decorazioni sceniche, non è noto, potrebbe però cadere nel periodo compreso tra il 70 ed il 72 a.C.

 

La maggior parte del gigantesco impianto venne probabilmente costruita in meno di dieci anni, cosicché poté essere inaugurato dallo stesso Vespasiano prima della sua morte nel 79 d.C. Per il Colosseo si sa con certezza che a quell'epoca i tre piani della struttura esterna erano terminati. Il successivo ampliamento, come il piano attico e la costruzione della struttura interna, fu dovuto ai suoi figli Tito e Domiziano. In occasione dei festeggiamenti ufficiali per l'inaugurazione che durarono cento giorni nell'80 d.C., proclamate dall'imperatore Tito, nel Colosseo vennero organizzate, oltre ai combattimenti di gladiatori (munera) e la caccia agli animali (venationes), anche una battaglia navale (naumachia). Si presume che in quel momento anche la struttura interna non fosse ancora terminata, motivo per cui l'anfiteatro venne nuovamente inaugurato dopo la conclusione di tutti i lavori edilizi sotto l'imperatore Domiziano (81-96 d.C.).

 

© DAIGià sotto Nerva (96-98 d.C.), Traiano (98-117 d.C.) e Antonino Pio (138-161 d.C.) vennero eseguiti lavori di manutenzione e migliorie. Un incendio nel 217 d.C. danneggiò ulteriori settori del piano superiore, della cavea e del piano sotterraneo. I lavori di ristrutturazione che iniziano già sotto l'Imperatore Eliogabalo (218-222 d.C.) durarono probabilmente più di due decenni, come testimoniano le monete degli imperatori Alessandro Severo (222-235 d.C.) e Gordiano III (238-244 d.C.). Nell'anno 250 o 252 d.C., il Colosseo venne nuovamente danneggiato da un incendio. I successivi interventi di ripristino vennero eseguiti sotto Teodosio (379-394 d.C.), Onorio (393-423 d. C.), Teodosio II (408-450 d.C.) nonché sotto Valentiniano III (425-455 d.C.). L'ultimo combattimento di gladiatori nel Colosseo si svolse probabilmente tra il 434 ed il 435 d.C. Una venatio venne registrata ancora nell'anno 523 sotto il regno dell'imperatore romano d'occidente Teodorico.

 

Per il VI secolo a.C. si hanno prove dell'esistenza di un cimitero sotto le arcate del Colosseo. Quanto al periodo che giunge fino all'acquisizione del Colosseo nel XI secolo d.C. da parte delle famiglie patrizie romane Frangipani ed Annibaldi che lo trasformarono in una fortezza, si hanno solo scarse informazioni sulle condizioni e l'utilizzo del Colosseo. A partire dalla metà del XIV secolo d.C., i blocchi squadrati di travertino vennero sistematicamente asportati per essere utilizzati per il restauro e la nuova costruzione di diversi palazzi di Roma. I blocchi di travertino crollati a causa del terremoto del 1634 vennero riutilizzati per la costruzione di Palazzo Barberini e quelli crollati nella parte sud del Colosseo a causa di un terremoto nel 1703 vennero utilizzati per la costruzione del porto papale sul Tevere, il cosiddetto Porto Ripetta.

 

© DAINel Giubileo del 1675, la zona dell'arena del Colosseo viene elevata a luogo sacro da Papa Clemente XI che la consacrò alla "Passione di Cristo". Nel 1749 Papa Benedetto XIV ripeté questa consacrazione istituendo nell'arena una stazione della Via Crucis. Alla fine del XVIII secolo l'arcata esterna sulla parte sud-orientale rischiava di crollare dopo un terremoto. Nel 1807 questa parte viene fortificata dall'architetto R. Stern mediante una grande trave laterizia di sostegno. Nel 1827, il lato sud-ovest viene ugualmente fortificato dall'architetto G. Valadier ricostruendovi tre arcate. G. Salvi ricostruì nel 1831 otto archi del terzo ordine di arcate, crollato nella parte sud, che venne così completamente richiuso. Fino al 1846 anche la facciata nord ancora in piedi, di circa 50 m di altezza, venne rafforzata da quest'ultimo in collaborazione con il suo successore G. Canina.

obiettivi

© DAIIn seguito alla generosa proposta della Soprintendenza Archeologica di Roma rivolta all'Istituto di esaminare l'arena, finora mai adeguatamente documentata ed analizzata, e anche il piano sotterraneo, nell'autunno del 1995 iniziò l'analisi architettonica e l'attività di documentazione. Lo scopo del lavoro è di riuscire a operare una distinzione tra le varie fasi di costruzione succedutesi nel mezzo millennio di utilizzo del più grande anfiteatro del mondo antico. Inoltre si intende definire la funzione delle strutture tecniche presenti nel piano sotterraneo e ricostruirle sulla base di un'approfondita ricerca edilizia mirata. Da parte della Soprintendenza si attende una proposta per il ripristino della pavimentazione in legno dell'arena e riguardante l'utilizzo a scopi museali del piano sotterraneo.

History of Research

© DAI© DAIL'esistenza di un piano sotterraneo nel Colosseo venne provata per la prima volta nel 1714 grazie all'attività di ricerca di Francesco Bianchini. Mentre dal 1714 al 1806 vennero soprattutto effettuate singole ricerche con esiti scientifici poco significativi, a partire dal 1809, un anno dopo l'occupazione dello Stato pontificio da parte delle truppe napoleoniche, iniziarono gli scavi in grande stile. Tra il 1810 ed il 1814 vennero portati alla luce il podio e il piano sotterraneo fino a una profondità di 3 m senza che si arrivi all'antico livello "pedonale" del piano sotterraneo. I lavori vennero diretti dall'archeologo Carlo Fea; tuttavia il rilievo edilizio fu effettuato dall'architetto Luigi Maria Valadier. Nel 1815 il piano sotterraneo dovette nuovamente essere riempito di terra a causa delle falde freatiche emergenti. Solo tra il 1874 ed il 1874 si riuscì, grazie a un più sofisticato equipaggiamento tecnico, a estrarne l'acqua mediante pompe e a portare alla luce la parte orientale del piano sotterraneo fino all'antico livello pedonale. Dal 1938 al 1939 anche la parte occidentale dell'arena venne completamente dissotterrata. Agli scavi, eseguiti sotto la direzione di G. Cozzo, era connesso un ripristino completo della zona dell'arena e del piano sotterraneo, da cui venne tolto l'intero materiale edilizio dell'età tardoantica e medioevale.

Previous Activities

© DAIIl rilievo esaustivo del podio e del piano sotterraneo del Colosseo è stato portato a termine. Il settore esaminato è stato misurato e disegnato in piante e tagli in scala 1:25.

Lavori recenti

Completamento della descrizione edilizia e preparativi per la stampa degli studi (previsti per le monografie dell'Istituto Archeologico Germanico).

Methodology

Complessi edilizi delle dimensioni del Colosseo, caratterizzati da un'enorme molteplicità di fattori storico-edilizi, possono essere esaminati solo realizzando un adeguato rilievo. Tutte le costruzioni nel piano sotterraneo e nell'area del podio sono state misurate e registrate a mano in base all'autopsia.

Risultati

© DAI© DAIIl piano sotterraneo del Colosseo è stato fin dall'inizio parte integrante del progetto di costruzione, poiché non sarebbe stato possibile realizzare le fondamenta per i muri del piano sotterraneo a posteriori. Lo stesso vale per le gallerie d'entrata e i magazzini nella parte delle fondamenta del Colosseo. Parallelamente allo studio di ricerca edilizia è stato effettuato una scavo nel piano sotterraneo, in cui sono state scoperte strutture edilizie della costruzione precedente, e si è inoltre riusciti a chiarire le modalità di costruzione delle fondamenta delle mura. E' stato poi possibile stabilire un nesso tra il cosiddetto muro di cinta e i singoli quadroni di travertino presenti nella pavimentazione del piano sotterraneo.

 

Stando agli esiti delle ricerche, si presume che in una prima fase di costruzione vennero impiegate altre pietre squadrate di travertino, che presentano un bordo quadrato. Esse costituivano, insieme al cosiddetto muro di cinta, lo spazio in cui collocare un sistema ligneo di sostegno con funzione portante per il pavimento dell'arena, prima che nel piano © DAIsotterraneo venissero eretti dei muri. Qualora questa ipotesi, da verificare mediante ulteriori ricerche, venisse confermata, il sistema di sostegno per questa prima arena in legno sarebbe stato realizzato secondo un preciso piano per una delle cerimonie inaugurali; si ipotizzano o l'inaugurazione che ebbe luogo nel 79 d.C. sotto l'imperatore Vespasiano o quella nell'anno 80 d.C. sotto Tito. Un sistema di sostegno di questo tipo permetteva di smontare in breve tempo il pavimento dell'arena e utilizzare l'area del piano sotterraneo, allora ancora esente da mura, per naumachie e spettacoli acquatici: c'era quindi la possibilità di organizzare sia i combattimenti dei gladiatori che le naumachie nella medesima struttura. Tuttavia le caratteristiche edilizie del piano sotterraneo permettevano a questi giochi solo una livello di acqua di circa 1 - 1,5 m, per cui dobbiamo immaginare che lo spettacolo, condizionato anche dalla vista limitata dovuta al livello più basso in cui si svolgevano le naumachie, fosse certamente imponente ma non gigantesco. Il cosiddetto muro di cinta con grandi nicchie e mensole in pietra, attraverso il quale avveniva anche l'approvvigionamento idrico, avrebbe avuto la funzione di parete decorativa, simile a quella di un ninfeo.

 

Al di sotto degli impianti tecnici, esaminabili con precisione attraverso un attento studio di una grande quantità di tracce presenti sulla costruzione, si trovano i sistemi elevatori che servivano al trasporto degli animali destinati alle venationes, e al centro le strutture sceniche. Sono localizzabili tre sistemi diversi installati tra la fine del I secolo (81-96) e la metà del IV d.C. Due dei sistemi elevatori, quelli presenti nei corridoi B, F e H, rientrano, per certe caratteristiche tecniche, nella prima fase di costruzione del Colosseo e sono pertanto databili all'epoca flavia. Entrambi i sistemi (quello per le gabbie degli animali nel corridoio B e quello con piattaforma mobile per le decorazioni nei corridoi F ed H) sono basati sullo stesso principio meccanico, poiché dispongono ciascuno di un argano. Nel corridoio B questi sistemi sono posizionati direttamente accanto alla gabbia elevatrice, nei corridoi F ed H sono collocati in aree appositamente predisposte. Nel corridoio B si registrano 28 gabbie elevatrici che servivano a trasportare nell'arena animali che potevano raggiungere le dimensioni di una tigre o di un orso. Nei corridoi F ed H, invece, si trovavano complessivamente circa 16 piattaforme della dimensione di 4 x 5 m circa, dalle quali si potevano elevare decorazioni sceniche di grande formato.

 

© DAI© DAINel corso del suo periodo di utilizzo in età antica, la costruzione subì danni notevoli che richiesero complesse opere di riparazione. I danni maggiori vennero provocati dall'incendio sotto l'imperatore Macrino nel 217, cui seguirono lavori di ripristino quasi ventennali. A causa della necessità di stabilizzare le fila di muri, entrambi i sistemi elevatori divennero inutilizzabili, poiché con tali lavori non solo vennero murate le scanalature di scorrimento per le corde degli elevatori, le gabbie e le piattaforme, ma furono anche costruiti degli elementi di irrigidimento diagonale sotto forma di grandi archi in muratura laterizia.

 

Per questo motivo entrambi i sistemi di elevazione caddero in disuso, e nei corridoi E e G venne installato un nuovo sistema composto di 60 pozzi in muratura. A causa degli elementi di irrigidimento trasversale dei muri a un'altezza di circa 3 m, l'intera l'altezza del piano sotterraneo di circa 6 m non era più disponibile per il sistema elevatore. Pertanto fu necessario realizzare una pavimentazione in legno come nuovo livello pedonale al di sopra degli elementi di irrigidimento trasversale. A causa degli spazi angusti nei corridoi E e G, il modello fino ad allora utilizzato - argano, gabbia elevatrice, argano, gabbia elevatrice ecc. - non poté essere mantenuto, per cui a entrambe estremità dei corridoi venne posizionato un argano.© DAI

 

Il desiderio della Soprintendenza Archeologica di Roma di ripristinare una parte del pavimento dell'arena nel Colosseo è stato esaudito entro l'anno 2000 in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica dell'Università "La Sapienza Roma". Per motivi didattici e di conservazione, circa 440 mq, equivalenti all'incirca a 1/7 della superficie complessiva, vennero coperti nella parte orientale del piano sotterraneo. Questa parte dell'impianto fu danneggiata a tal punto dagli scavi e dal successivo restauro del 1875, nel corso del quale vennero asportati tutti i mattoni incorporati, che fu molto facile collocare il nuovo sistema di sostegno sulle antiche fondamenta. Realizzando questo progetto si arrivò alla conclusione che il pavimento dell'arena nell'antichità fosse stato più volte completamente rinnovato, il suo livello pedonale innalzato e che la sua costruzione in legno fosse stata modificata in maniera incisiva. Finora sono documentabili tre fasi (A-C) per il pavimento dell'arena, che si distinguono per la loro costruzione.© DAI

cooperazione

Soprintendenza di Archeologia di Roma, Università degli studi di Roma "La Sapienza", Dipartimento di Rappresentazione e Rilievo.

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